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    Archeologia e Musei

    I MUSEI ARCHEOLOGICI

    Le testimonianze archeologiche e i materiali rinvenuti nel corso degli scavi sono conservati in numerose collezioni, sia pubbliche che private, in Italia e all’estero.

    Molti reperti si possono ammirare presso le Civiche raccolte archeologiche di Milano, al Museo archeologico di Novara e al Museo di Antichità di Torino. Anche nei musei allestiti in alcuni comuni del Parco si possono ammirare interessanti collezioni, spesso con reperti preziosi e stupefacenti.

    Tralasciando quelli più conosciuti delle città maggiori, invitiamo il lettore alla scoperta di tre “perle” minori.

     

    Museo Civico di Sesto Calende

    Il museo civico di Sesto Calende nasce in simbiosi con la società storica “Cesare da Sesto”, fondata nel 1949 da un gruppo di appassionati i quali, da un paio di anni, effettuavano scavi archeologici sotto la direzione del professor Mario Bertolone.

    Nel 1954 l’autorizzazione della Sovraintendenza alle Antichità ufficializzò l’istituzione del Museo Civico, con la costituzione della sezione Archeologica.

    La raccolta di reperti archeologici nel territorio di Sesto si è progressivamente arricchita con le campagne di scavo che si sono via via susseguite nel corso degli anni.

    Il museo è situato nel palazzo Comunale di Sesto Calende e raccoglie reperti della cultura di Golasecca, fiorita dal IX al VI secolo a.C. nel territorio di Sesto Calende , Castelletto sopra Ticino e Golasecca.

    Tutti i reperti sono presentati in successione cronologica e per area di provenienza. Numerosi i corredi funebri che costituiscono la più consistente testimonianza nel museo.

    Il Museo Civico di Sesto Calende presenta una retrospettiva completa delle civiltà che si sono insediate, nel corso dei secoli, nel territorio di Sesto Calende: di grande fascino sono i ritrovamenti risalenti alle comunità preistoriche originarie della zona.

    Il Museo è dotato di una sezione naturalistica che espone il ricco affioramento di conchiglie fossili plioceniche di Cheglio, a testimonianza di una ricca fauna di invertebrati marini.

    La sezione archeologica invece raccoglie i reperti della cultura di Golasecca, cultura che si sviluppò per tutta la prima Età del Ferro, tra il IX e il V secolo a.C., nei territori intorno al Sesia e che svolse la funzione di intermediatrice commerciale con gli Etruschi e con le popolazioni celtiche grazie alla sua posizione strategica centrale rispetto ai commerci del tempo.

    I due abitati rinvenuti, quello di Cascina Testa e di Briccola, hanno consegnato al Museo numerosi cromlech, recinti funerari in ciottoli di fiume tipici di quest’area, diversi corredi della necropoli di Carera, datati intorno al VIII secolo a.C, e un cospicuo numero di ceramiche databili verso la metà del V secolo a.C.

    Di grande rilevanza archeologica è la tomba del tripode risalente agli anni tra l’800- 750 a.C. che conserva un importante corredo femminile fatto di ornamenti e di oggetti per la cura della persona.

    Nel Museo sono inoltre presenti reperti romani, longobardi e medievali provenienti dall’area dell’Abbazia di San Donato e della chiesa di San Vincenzo.

    Ulteriori informazioni sul sito del Comune www.comune.sesto-calende.va.it

    Museo Archeologico Lomellino

    Il Museo Archeologico Lomellino, che si trova nel castello Litta-Beccaria di Gambolò, raccoglie reperti archeologici provenienti da scavi effettuati nell’area, recuperati dall’Associazione Archeologica Lomellina dal 1972 ad oggi. Nelle quattro sale espositive sono presentati reperti, provenienti in prevalenza da scavi effettuati in necropoli del territorio, che offrono una panoramica completa della presenza umana nell’area, dal Mesolitico recente all’età romana imperiale.

    Quarantaquattro pannelli didattici ed una carta archeologica dei rinvenimenti in Lomellina completano le informazioni che si possono raccogliere sulla storia antica della presenza umana nella zona.

    Nella prima sala vengono ricostruite preistoria e protostoria della Lomellina, dal Mesolitico recente (a partire più o meno dal 5.500 a.C.) alla seconda età del Ferro. Di particolare interesse i reperti del Mesolitico recente, rappresentati da nuclei di selce, grattatoi, lame recuperati prevalentemente nei terrazzamenti del Ticino e del Terdoppio, e che costituiscono la prima traccia di presenza umana della zona. Alla media e tarda età del Bronzo (circa 1600-1200 a.C.) appartengono invece reperti fittili, bronzei e litici. La cultura di Golasecca è attestata da quattro tombe a cremazione rinvenute nel territorio di Garlasco-Madonna delle Bozzole: due sono inquadrabili nel VI secolo a.C. e le altre al secolo successivo. La cronologia della cultura celtica in Lomellina chiude la prima sala: sono esposte tombe particolarmente significative ed è possibile seguire l’evoluzione del vaso a trottola fino alla sua scomparsa (40-30 a.C.).

    La seconda sala è dedicata alla ricostruzione storica dei riti funebri. Sono ricostruite cinque strutture tombali: due celtiche, una tomba celtico-romana e una romana tutte a cremazione e una tomba romana a inumazione.

    La terza sala illustra aspetti della vita e del costume del periodo celtico, attraverso l’esposizione di corredi rinvenuti soprattutto a Valeggio, Garlasco e Gambolò. In una vetrina sono esposti gli ornamenti femminili: fibule, bracciali, anelli, bottoni e ganci di cintura. In un secondo settore è ricostruito l’abbigliamento dei guerrieri, attraverso reperti rinvenuti in sei tombe; sono esposte spade, coltelli, cesoie, rasoi, punte di lancia e altre armi.

    L’ultima sala è dedicata all’età romana. In una prima vetrina sono esposti corredi tombali in ordine cronologico, straordinariamente uniformi a quelli rinvenuti nelle necropoli delle rive del Ticino, del Lago Maggiore e del Canton Ticino. Seguono tombe caratterizzate da oggetti in vetro (tipici dei corredi funerari delle necropoli lomelline del primo secolo dopo Cristo), con una vetrina dedicata alle figurine in terracotta (divinità, coniugi, figure di animali, ecc.). La sala è completata da applicazioni in terracotta, ceramiche e da una vetrina con pannelli dedicati all’abbigliamento, ornamento, toilette, lucerne e alla monetazione.

    Ulteriori informazioni sul sito www.archeolomellina.altervista.org

    Civico Museo Archeologico di Arsago Seprio

    Inaugurato nel 1983, custodisce le testimonianze archeologiche rinvenute nel territorio, dalla preistoria (III millennio a.C.) all’età medioevale.

    Ampliato e ristrutturato, è stato riaperto ai visitatori nel maggio 1998. Nelle tre sale i reperti sono esposti in ordine cronologico-topografico. La sezione preistorica presenta manufatti litici e ceramici provenienti dalle zone della Lagozza e della Lagozzetta.

    La sezione protostorica rivela l’affascinante mondo delle misteriose popolazioni celtiche che abitavano il Seprio. La sezione altomedievale ospita i corredi ritrovati nelle tombe della necropoli longobarda situata a fianco del museo che, rinvenuta nel 1972, è l’unica conservata a vista in Italia. Oltre alle armi sono stati rinvenuti altri reperti di grande importanza: tra queste tre piccole croci in lamina d’oro; un tempo cucite sul sudario che copriva il volto dei defunti testimoniano la loro conversione al cristianesimo.

    Il Museo è un piccolo gioiello che racconta secoli e secoli di storia e si trova in via Vanoni 20.

    Ulteriori informazioni sul sito del Comune www.comune.arsagoseprio.va.it