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    Le aziende agricole

    All’interno del Parco operano all’incirca 1.250 aziende agricole. I terreni vengono condotti a seminativi (65 %), prati permanenti (10%), colture arboree da legno (20%), altro (5%). La tipologia di coltivazioni praticate dipende essenzialmente dal microclima, dalle caratteristiche del suolo, dalle disponibilità idriche e dalle tendenze di mercato. Fra i seminativi le principali colture sono mais, riso, frumento e soia.

    Gli allevamenti

    Figura 2: Operazioni agricole in vallata del Ticino (archivio Parco

    Figura 2: Operazioni agricole in vallata del Ticino (archivio Parco

    Gli allevamenti sono molto diffusi e soprattutto quello bovino ha origini antiche: le aziende agricole con allevamenti bovini attivi sono circa 300, di cui 130 stalle da latte. Vi sono 9.400 vacche da latte in produzione, su 25.000 capi complessivi, tra vacche da latte, animali da carne e relativa rimonta

    La presenza di allevamenti, in particolare bovini, è molto importante all’interno del Parco. Le aziende zootecniche, infatti, hanno un sistema colturale finalizzato all’alimentazione degli animali. Vengono quindi coltivate più colture differenti, vengono mantenuti i prati, colture a copertura invernale del suolo ed impiegati gli effluenti di allevamento per la fertilizzazione che aumentano la sostanza organica con effetti positivi sulla struttura del suolo e sulla sua fertilità complessiva.

    La multifunzionalita’ delle aziende

    La difficile situazione legata al mercato delle materie prime agricole e la possibilità di sfruttare la localizzazione delle aziende all’interno di un’area protetta di così grande importanza ha portato molti produttori ad innovare orientandosi verso la multifunzionalità. Il Parco offre una grande vetrina di naturalità e un’immagine di genuinità delle produzioni, oltre a costituire un polo di attrazione turistica a poca distanza dalla città di Milano. Molte aziende si sono quindi specializzate verso un’offerta agrituristica di ampio respiro che comprende l’ospitalità rurale, la ristorazione, l’ippoturismo, ma anche le fattorie didattiche o sociali. Un altro settore di sviluppo è quello della trasformazione delle produzioni, in maniera da evitare logiche di mercato sfavorevoli creando in loco ulteriore valore aggiunto.