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Ecosistemi e biodiversità

Ecosistemi e biodiversità

La Valle del Ticino racchiude un composito mosaico di ambienti naturali, rappresentati dal fiume e da un articolato sistema di zone umide laterali e ambienti ripariali, da prati aridi e brughiere, dalle più vaste e meglio conservate superfici della foresta planiziale primaria, così come da paesaggi agrari tradizionali che rappresentano tipici ecosistemi seminaturali, tra i quali spiccano in particolare le risaie, di grandissima importanza per l’avifauna acquatica, nidificante e migratrice e i prati umidi da fieno, localmente denominati marcite.

L’estensione e la complessità di questi ecosistemi, unici nel quadro di generale impoverimento che offre oggi la pianura Padana, fa sì che essi siano non solo serbatoi di biodiversità, ma anche corridoi e aree di sosta per facilitare la dispersione e la migrazione delle specie, rendendo il Ticino il più importante corridoio ecologico tra Alpi ed Appennini, anello essenziale di connessione biologica tra l’Europa continentale, il bacino del Mediterraneo e l’Africa.

Il Parco del Ticino è attraversato da rotte migratorie che ogni anno vengono percorse dagli uccelli in volo dall’Africa al Nord Europa e viceversa, ma l’area protetta è anche una delle più importanti zone umide interne italiane, fondamentali per lo svernamento di molte specie di avifauna acquatica e habitat d’elezione di numerosi anfibi, fra cui il Pelobate fosco, endemismo della pianura Padana e specie a rischio di estinzione, che ha nel Parco la più importante popolazione al mondo.

Gli ambienti forestali presenti nell’area protetta comprendono ontaneti, saliceti, pioppeti, castagneti e pinete a Pino silvestre, ma tra le tipologie forestali che maggiormente caratterizzano il paesaggio della Valle del Ticino spiccano soprattutto querceti e querco-carpineti ancora ben conservati e dotati di un corredo originario di specie erbacee ed arbustive. Queste foreste costituiscono una vasta “area sorgente” per numerose specie animali, oramai rare e localizzate nella Pianura Padana lombarda; alcune specie sono arrivate nel Parco solo di recente: la Martora, il Picchio nero e l’Astore; altre sono presenze più note come il Capriolo (reintrodotto nel 1991), lo Scoiattolo rosso, il Tasso, il Picchio rosso minore e maggiore, la Cincia bigia, il Picchio muratore e il Rampichino comune; tra gli Anfibi la Rana agile, quella di Lataste e il già citato Pelobate fosco.

Particolarmente importante è il complesso della vegetazione fluviale, continuamente rinnovata dal fiume con le sue piene e composta da una successione naturale, solo apparentemente disordinata, di saliceti arborei e arbustivi, boschi di pioppo, ontaneti e, più lontano dal fiume, boschi di olmo e di farnia; il Ticino è probabilmente l’ultimo fiume sud-europeo dove si manifestano questi straordinari fenomeni naturali, grazie alla possibilità di divagare liberamente nel suo alveo. Questi boschi ripari sono il regno incontrastato degli aironi, individuabili dai visitatori per le inconfondibili sagome, le specie di maggiori dimensioni sono l’Airone cenerino e l’Airone bianco maggiore, seguono l’Airone rosso, la Nitticora e la candida Garzetta. Nel periodo di nidificazione molti ardeidi preferiscono raggrupparsi in colonie, dette garzaie sui rami più alti di salici e pioppi; nel Parco ne esistono una decina, alcune d’interesse internazionale.

La presenza degli aironi è legata anche alla ricca fauna ittica che vive nel fiume e nei corsi d’acqua che solcano il territorio del Parco Tra le specie di maggior pregio la Trota marmorata (un tempo la regina di questo fiume), il Pigo e lo Storione cobice, oggetto anche di numerosi progetti finalizzati alla loro conservazione.

Sebbene l’acqua abbondi in molti ecosistemi del Parco, in altre zone è assai scarsa; è ciò che accade, paradossalmente, sul greto del fiume (caratterizzato da suoli molto drenanti), oppure nei cosiddetti prati aridi e nelle brughiere; questi ambienti ospitano boschi radi con cerro, roverella, ginepro comune, oltre a una flora di grande interesse che comprende orchidee spontanee, la splendida Pulsatilla primaverile, dai petali colori violetto, oltre a tappeti di timo selvatico, garofanini e Sedum, che nella bella stagione si colorano di giallo e viola-rosa e sono habitat d’elezione di molte specie di farfalle diurne. I greti ciottolosi sono utilizzati come sito di nidificazione da tre specie di uccelli la cui presenza viene classificata in declino e con stato di conservazione sfavorevole in tutta Europa, la Sterna comune, il Fraticello e l’Occhione, tornati recentemente a riprodursi sul Ticino dopo un lungo periodo di assenza.

Le brughiere del Parco, in particolare quelle che circondano l’aeroporto di Malpensa, hanno delle caratteristiche del tutto peculiari e ospitano una ricchissima fauna, fra cui 230 specie di uccelli rari e tutelati, come il Succiacapre e l’Averla piccola, due rari rapaci, il Biancone e il Falco pecchiaiolo, oltre a Coenonympha oedippus, la farfalla europea a maggiore rischio di estinzione.

Alcune di queste specie tipiche degli ambienti aperti utilizzano anche le zone rurali del Parco meglio conservate, quali prati stabili, risaie, cereali vernini, erba medica; recenti indagini hanno permesso di rilevare specie di grande pregio, quali l’Allodola, lo Strillozzo e la Quaglia comune, in forte declino a scala europea e in drastico calo in Lombardia, il raro Tarabuso, oltre a numerose coppie di Cicogna bianca e a colonie di Pavoncelle e degli eleganti Cavalieri d’Italia.