
Il progetto VISTA TICINO si propone di superare l’attuale sistema di governance del Ticino (fortemente condizionato dai confini nazionali e regionali), spingendo i decisori politici verso un cambio di prospettiva che consiste nel porre il corso d’acqua e le sue esigenze di funzionalità ecosistemica e ambientale al centro delle scelte e delle riflessioni politico, economiche e sociali. Questo cambio di prospettiva comporta un importante lavoro di concertazione e di ricerca che si porterà avanti con il progetto VISTA TICINO capitalizzando studi pregressi e costruendo un processo territoriale fondato sul dialogo, lo scambio e la collaborazione tra i diversi livelli di competenze e ruoli in gioco in un’area complessa come quella del bacino del Ticino.
In estrema sintesi VISTA TICINO si propone di fornire e far adottare uno strumento di gestione integrata per la porzione di territorio caratterizzata dal fiume Ticino: questo strumento potrebbe essere il Contratto di Fiume. Per affrontare e vincere questa sfida il primo passaggio è riuscire a condividere una visione comune. Per questo è cruciale promuovere il dialogo e la cooperazione transfrontaliera, allargare la collaborazione dai livelli politici e amministrativi ai livelli della società civile. Il bacino del fiume Ticino ha un ruolo nevralgico nel territorio alpino, posizionandosi all’interno di tre regioni chiave dello spazio alpino, Regione Lombardia, Regione Piemonte e Cantone Ticino (CH), rappresenta un corridoio ecologico molto esteso, culla di funzionalità ecologica, sociale ed economica fiorente, coinvolgendo portatori di interesse molto estesi e variegati. L’obiettivo generale del progetto consiste nel porre le basi per l’avvio di una politica di gestione internazionale del bacino Ticino basata sul modello del Contratto di Fiume. Questo strumento, ampliamente diffuso in Italia, vuole superare gli ostacoli legati ai limiti amministrativi e alle diverse competenze degli enti. Nel caso specifico vuole porsi come punto di collegamento tra tutti gli strumenti attualmente vigenti, al fine di facilitare la comunicazione e la promozione di progetti intersettoriali e consentire di affrontare i problemi ambientali con la corretta prospettiva e ampiezza senza i limiti dettati dai confini di stato o di competenza.
Il progetto porterà al miglioramento delle modalità di gestione del bacino del Ticino mediante il rafforzamento della collaborazione tra gli enti istituzionali coinvolti (Cantone Ticino, Regione Piemonte, Regione Lombardia) . Inoltre il progetto VISTA TICINO porterà alla definizione di una metodologia di collaborazione che, una volta codificata, sarà fondata sui principi del Contratto di Fiume. I principi del CdF che prevedono il coinvolgimento diretto di tutti i livelli istituzionali politici e tecnici delle amministrazioni coinvolte e delle organizzazioni non governative prevede che le tematiche siano affrontate in una ottica sistemica e multi obiettivo. In estrema sintesi l’approccio metodologico “CdF” permette di considerare il bacino fluviale del Ticino come un “unicum” in cui i diversi temi (qualità ambientale, funzionalità ecosistemica, fruizione, qualità delle acque, ecc.) sono trattati superando sia tutti i “vincoli” dettati dai confini e dalle competenze dei singoli attori.
CAPOFILA
Ente Regionale per i Servizi all’Agricoltura e alle Foreste
PARTNER
Fondazione Bolle di Magadino (Cantone Ticino)
Istituto Oikos ETS (Varese)
Parco Lombardo della Valle del Ticino
Parco Ticino Piemontese (Novara)
Centro Italiano per la Riqualificazione Fluviale ETS (Venezia)
Ufficio dei corsi d’acqua – Dipartimento del territorio / Divisione delle costruzioni (Cantone Ticino)
Ufficio della natura e del paesaggio – Dipartimento del territorio (Cantone Ticino)