Si informa che a partire dal mese di ottobre il percorso ciclo-pedonale, che prevede l’attraversamento della Riserva Naturale Integrale Statale Bosco Siro Negri, sarà interrotto e dunque non sarà più possibile proseguire in corrispondenza della Riserva. A partire dal 15 ottobre 2026 l’Università di Pavia, Ente Gestore della Riserva, (o nella data utile più vicina, in caso di maltempo), installerà due sbarre a battente in corrispondenza degli accessi alla Riserva.
L’Università di Pavia ci informa che “L’intervento si inserisce nell’ambito della realizzazione di misure idonee a salvaguardare gli ecosistemi forestali, proteggere la biodiversità e tutelare l’assetto idrogeologico delle aree protette secondo quanto normato dalla Legge Quadro sulle aree protette 6 dicembre 1991, n. 394.
Per la Riserva, sottoposta a regime di protezione integrale e riconosciuta come Riserva dello Stato, la Legge Quadro prevede ulteriori misure di salvaguardia, tra cui il divieto di “accesso nelle riserve naturali integrali a persone non autorizzate” (Legge 394, art. 17, comma 2).
Al momento attuale, risulta urgente interrompere il passaggio attraverso la Riserva, non soltanto per ridurre le pressioni che ne derivano e che contribuiscono in vario modo al deterioramento di un habitat fragile e instabile, ma anche se non soprattutto per motivi di sicurezza. Infatti, trattandosi di una Riserva integrale, la gestione non prevede la verifica delle condizioni di stabilità degli alberi, né all’interno, né lungo il sentiero, e gli eventuali alberi morti in piedi vengono lasciati alla loro normale dinamica, che prima o poi li porterà al crollo. La pericolosità di utilizzo del sentiero, unitamente alla normativa sulla salvaguardia della Riserva, impone dunque la totale interruzione degli ingressi in Riserva, se non a personale appositamente formato e autorizzato dall’Ente Gestore.”
La realizzazione dell’intervento prevede esclusivamente l’utilizzo degli accessi e del sentiero già esistente, nel rispetto della normativa vigente in materia di tutela ambientale, sicurezza e conservazione delle aree protette, e l’impiego di materiali durevoli, ecocompatibili e riciclabili, con ridotte esigenze di manutenzione, al fine di creare il minor impatto possibile sull’area protetta.
Se ami la natura e te stesso rispetta il divieto di accesso. Non facendolo metti in pericolo la tua vita, le piante e gli animali che abitano la Riserva, estremamente vulnerabili per gli attuali cambiamenti climatici, evitando le sanzioni conseguenti.
Il Parco, avuta notizia dall’Università della chiusura dell’accesso, ha avviato le verifiche di fattibilità relative alla possibile realizzazione di un nuovo sentiero sostitutivo che, vista la complessità dei luoghi e la necessità di attraversamento di corsi d’acqua, necessiterà di tempi e risorse adeguati.