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    Progetto Abbazie – La ruota del tempo

    PROGETTO ABBAZIE – LA RUOTA DEL TEMPO

    Il progetto speciale “la ruota del tempo” ideato e realizzato da sette Guide Naturalistiche abilitate dal Parco del Ticino e coordinato dall’Ufficio Educazione Ambientale, è stato il primo progetto elaborato in équipe tra esperti in discipline scientifiche ed umanistiche. Nato nell’ambito del “progetto Abbazie” è stato realizzato dal Parco Lombardo della Valle del Ticino in partenariato, per la parte più squisitamente agricola, con il Parco Agricolo Sud Milano e finanziato da Regione Lombardia, con la finalità di valorizzare il patrimonio colturale, paesaggistico ed ambientale di una zona ricca di marcite, di acqua -la fascia dei fontanili- e di storia.
    Redatto e realizzato negli anni scolastici 2011-2013 il progetto speciale “la ruota del tempo”, grazie ad un finanziamento, è stato proposto gratuitamente a 40 classi.
    Attualmente, considerato il valore pedagogico dello stesso ed il successo ottenuto negli anni di concretizzazione, è stato annoverato tra le proposte di Educazione Ambientale offerte dal Parco del Ticino.
    Il “progetto Abbazie” che in realtà ha poco a che vedere con i complessi monastici si divide in tre argomenti specifici pur mantenendo pressoché invariate le finalità generali e la parte introduttiva.
    Le tematiche tra cui si può scegliere sono:
    • l’acqua e la marcita
    • i microambienti ed il macrobenthos e la marcita
    • il paesaggio e la marcita

    LA R.N.O. LA FAGIANA e LA MARCITA DI CASTERNO – DOVE SI SVOLGONO I PROGETTI

    La Riserva Naturale Orientata La Fagiana, sede dell’omonimo Centro Parco, è inserita nel comune di Magenta, in provincia di Milano. L’area in oggetto è uno dei luoghi più importanti del Parco Lombardo della Valle del Ticino, dal punto di vista naturalistico. La Riserva La Fagiana, infatti, rappresenta uno straordinario scrigno di biodiversità, ospitando ambienti ed ecosistemi tra loro differenti e annoverando specie vegetali e animali dall’indubbio pregio naturalistico.
    La fascia territoriale della Riserva prossima al fiume, caratterizzata da spazi aperti e da ambienti “di greto” e ripariali, confina con uno splendido lembo di foresta planiziale in cui carpino bianco, quercia farnia e biancospino -tra le altre essenze- creano l’ambiente ottimale per numerose specie animali (volpe, tasso, faina, allocco e gufo comune, ad esempio) e rappresentano una delle ultime tracce dell’originale e storica foresta di pianura.
    Le radure, estese a margine del bosco, sono ambienti ideali per l’alimentazione dei numerosi caprioli che trovano rifugio nell’area boscata; i campi e i coltivi adiacenti alla Riserva sono, inoltre, adatti all’alimentazione di aironi, di numerose specie di passeriformi e dei rapaci notturni.
    Complessivamente, inoltre, l’ambiente presenta un numero elevato di “luoghi d’acqua”, di diversa natura: fiume, lanche, canali, rogge e risorgive. Tutti questi ambienti umidi, proprio perché retti dalla presenza di acqua, garantiscono l’esistenza e la sopravvivenza di delicati ecosistemi in continua evoluzione.
    Oltre alla parte strettamente naturalistica, vista come laboratorio a cielo aperto e aula “verde”, l’area in oggetto presenta anche strutture di supporto e complementari quali il Centro di Recupero dei Rapaci gestito dalla LIPU, due sale conferenze per seminari e attività didattiche (una dotata di LIM), un laboratorio percettivo-sensoriale, un’aula “scientifica”, una sala lettura, un piccolo museo degli habitat e degli animali del Parco, un osservatorio per gli scoiattoli e un museo del bracconaggio; il tutto raccolto attorno a un Centro Parco riqualificato e impostato per offrire servizi e attività multidisciplinari volte a far comprendere la fitta trama dei differenti aspetti presenti in questa realtà, percorsa da una rete sentieristica utile a far scoprire nicchie e peculiarità importanti e portanti del territorio.
    Sia per la sua bellezza sia per la vicinanza alla R.N.O. La Fagiana, dove si svolgono le attività teoriche e laboratoriali del progetto speciale “la ruota del tempo”, si è scelto di visitare una delle marcite di Casterno; una frazione di Robecco Sul Naviglio, posta a circa 3 km di distanza.

    FINALITA’

    Il progetto speciale “la ruota del tempo” è nato per portare alla luce la conoscenza, il bisogno di tutela e la valorizzazione del territorio rurale, trovando un punto di contatto tra le politiche produttive e territoriali con la rivalutazione del patrimonio culturale del nostro passato.
    Inoltre, tramite questo percorso educativo-didattico si vuole mettere in luce e mostrare i diversi aspetti anche “misteriosi” di una realtà del nostro territorio che ormai si sta perdendo: la marcita che, da elemento distintivo del paesaggio Lombardo è oggi l’ultima traccia di una storia che ancora cela molti misteri sulla vera sequenza di avvenimenti ed azioni che hanno visto tra le altre cose uno stravolgimento del paesaggio, un cambio progressivo nella gestione del bestiame, della risorsa idrica e nella figura del contadino, il “Camparo” di un tempo.

    TEMATICHE INDIVIDUATE

    Le attività didattico-educative inserite nel progetto speciale “la ruota del tempo”, pur adattate all’età dei discenti, sono rette dalle seguenti tematiche portanti:

    • Introduzione al Parco del Ticino
    • Il “progetto Abbazie”: motivazioni che hanno portato alla sua realizzazione (in breve)
    • Illustrazione delle caratteristiche fondamentali del territorio della nostra Pianura
    • Scoperta dell’elemento “acqua” e approfondimento sul suo ruolo nella definizione di un paesaggio, di un ambiente, di un ecosistema. L’acqua come:
    – risorsa
    – utilizzo
    – tutela
    – le reti idriche
    • Le marcite:
    – ruolo dei monaci nel processo di bonifica e cambiamento del territorio, costruzione delle abbazie (in particolare quella di Morimondo) e riscoperta della loro opera nella “costruzione” del nostro paesaggio agricolo, in particolare per quanto riguarda le marcite e i fontanili
    – introduzione alla figura del Camparo (per la marcita la figura del “Camparo”, attualmente, coincide con quella dell’agricoltore)
    – la marcita ieri e la marcita oggi dal punto di vista agricolo (ieri garantiva foraggio fresco al bestiame per quasi tutto l’anno, oggi salvaguarda la biodiversità)
    – la funzione ambientale della marcita: tutela del paesaggio, individuazione delle principali specie vegetali, animali e del fitto sistema di relazioni che intercorrono fra le stesse
    • Un mondo tutto unito: le relazioni, le scelte e le conseguenze, azioni e retroazioni, la visione antropocentrica, …
    • Divulgazione dell’importanza dell’opera di tutela e miglioramento ambientale svolta dal Parco del Ticino, promozione e conoscenza delle eccellenze locali

    CONTATTI

    • Airaghi Antonio: 340.6871215 – antonio.airaghi@fastwebnet.it
    • Caironi Flavia: 320.0767156 – flavia.caironi@gmail.com
    • Cattaneo Emanuela: 338.1701212 – manu190@libero.it
    • Fumagalli Silvia: 338.5712180 – tuttonatura@alice.it
    • Meisina Daniela: 333.2648723 – danymeis@hotmail.com
    • Morandi Laura: 338.9737677 – info@studioemys.it
    • Valle Roberta: 347.8823023 – robyvalle78@gmail.com

    • Ufficio Educazione Ambientale del Parco del Ticino, 02.97210237 (Referente Claudia Barzaghi) claudia.barzaghi@parcoticino.it – www.parcoticino.it

    N.B. Si segnala che, con l’entrata in vigore dal primo di marzo del 2014 della fatturazione elettronica, alle tariffe indicate su ogni percorso educativo o visita guidata, potrà essere applicata una maggiorazione. Sarà cura di ogni proponente avvisare, in sede di richiesta informazioni e prenotazione, l’eventuale costo aggiuntivo.

    Scuola Secondaria di I e II (biennio)

    LA RUOTA DEL TEMPO – ACQUA

    LA RUOTA DEL TEMPO – MICROAMBIENTI E MACROBENTHOS

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