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    Piani di gestione

    I Piani di Gestione vigenti

    Ad oggi sono vigenti 9 Piani di Gestione. Con l’ausilio di questi strumenti il Parco ha potuto attivare, ove le risorse l’hanno consentito, diverse azioni che hanno permesso di intervenire sulle priorità individuate dai piani.

    L’azione del Parco non si è limitata, però, alla gestione dei siti già designati: nel 2011 l’ente si è fatto promotore dell’istituzione di un nuovo SIC/ZPS, denominato “Brughiere di Malpensa e Lonate”, al fine di tutelare l’esempio più esteso della Pianura padana di formazioni di brughiera a Calluna vulgaris, un habitat di interesse comunitario, molto importante anche sotto l’aspetto faunistico. Il Parco ha inoltre predisposto il disegno di rete ecologica entro i confini dell’area protetta e verso le aree naturali esterne, al fine di scongiurare il pericolo dell’isolamento di SIC e ZPS e favorire invece la loro effettiva messa in rete, attraverso la realizzazione di opere di riqualificazione ecologica e di deframmentazione.

    Il primo Piano di gestione approvato dal Parco, con Delibera di Assemblea consortile del 13 luglio 2007, è stato quello del SIC “Lago di Comabbio”, unico Sito di Importanza Comunitaria solo parzialmente compreso nel territorio del Parco.

    Successivamente sono stati approvati dall’Assemblea Consortile del Parco, con Delibera n. 3 del 16 marzo 2011, i Piani di Gestione di altri cinque siti: “Sorgenti del Rio capricciosa”, “Paludi di Arsago”, “Turbigaccio, Boschi di Castelletto e Lanca di Bernate”, “Garzaia della Cascina Portalupa” e “Boschi del Vignolo”.

    In data 11.04.2014 è stato approvato, con Deliberazione della Comunità del Parco n. 6, il Piano di Gestione del SIC “Brughiera del Dosso”, mentre in data 27.03.2015 sono stati approvati i piani dei SIC “Boschi Siro Negri e Moriano” e SIC “Boschi di Vaccarizza”.

    SIC “Lago di Comabbio

    Il SIC è situato nella fascia collinare che si estende ai piedi delle Prealpi Varesine, tra il Lago Maggiore e il Fiume Olona, e si inserisce nel contesto del paesaggio collinare degli anfiteatri morenici. Dei circa 466 ha di area del SIC, ben il 75% è coperto dalla superficie del Lago, il cui valore paesaggistico è esaltato dalla cornice delle Alpi e Prealpi sullo sfondo a Nord. Il SIC si trova interamente in Provincia di Varese e si estende nei territori di cinque comuni: Comabbio, Vergiate, Varano Borghi, Mercallo e Ternate.

    All’interno del sito le criticità principali sono rappresentate dall’invasione delle specie vegetali esotiche, dai fenomeni di interrimento del lago e dall’antropizzazione delle sponde.

    Gli obiettivi di gestione mirano alla ricostituzione e alla riqualificazione degli habitat legati alle zone umide, al contrasto alle specie vegetali e faunistiche esotiche presenti e al miglioramento della qualità delle acque lacustri attraverso interventi puntuali sugli scarichi esistenti.

    SIC “Sorgenti del Rio Capricciosa”

    Il SIC ha una superficie di 76 ha e ricade interamente nel Comune di Sesto Calende. La denominazione di SIC è stata assegnata in virtù della presenza del Rio Capricciosa, nei pressi del quale vegetano formazioni di interesse comunitario, in particolare ontaneti. Oltre al bosco, la presenza di aree a vegetazione erbacea caratteristica di zone umide, di prati stabili e della rara felce Osmunda regalis, rendono l’area interessante dal punto di vista della biodiversità.

    All’interno dell’area SIC i problemi principali sono il fenomeno del deperimento dei querceti e l’abbandono dei prati che circondano la zona delle sorgenti, che determina l’invasione di tali aree da parte di specie esotiche. Alle cause di deperimento delle querce autoctone si aggiunge l’azione dei lepidotteri defogliatori (processionaria della quercia e euprottide), che causano anche gravi problemi di salute pubblica.

    Gli obiettivi del piano di gestione sono: la conservazione dei boschi delle zone umide (ontaneti); il ripristino dei querceti; il mantenimento degli ambienti aperti e delle specie animali ad essi legate; l’invecchiamento dei cedui di robinia, al fine di favorire le specie autoctone; l’incremento delle specie di avifauna tipiche degli ambienti umidi; il mantenimento delle necromasse e il miglioramento della qualità dell’habitat forestale in termini di disponibilità di siti di rifugio per la fauna; il monitoraggio delle specie di fauna alloctone e delle specie problematiche.

    SIC “Paludi di Arsago”

    Il SIC è localizzato nella zona sud della provincia di Varese e si estende su una superficie complessiva di circa 540 ha all’interno di quattro comuni: Arsago Seprio, Besnate, Somma Lombardo e Vergiate.

    Le tipologie di habitat che caratterizzano il SIC sono i vecchi querceti acidofili delle pianure sabbiose con Quercus robur (9190) e i laghi eutrofici naturali con vegetazione del Magnopotamion o Hydrocharition (3150).

    All’interno del SIC i problemi principali sono il fenomeno del deperimento dei querceti, l’effetto barriera rappresentato dalla presenza dell’autostrada e l’invasione delle specie vegetali esotiche.

    Obiettivi del piano di gestione sono la conservazione delle aree umide e il miglioramento delle formazioni forestali; il mantenimento degli ambienti aperti e delle specie di fauna legate a tali ambienti; il miglioramento della disponibilità delle risorse trofiche per le specie animali; la ricerca scientifica; la sensibilizzazione e l’informazione della popolazione locale sugli obiettivi di conservazione del Sito.

    SIC “Turbigaccio, Boschi di Castelletto e Lanca di Bernate”

    Il SIC deve il suo nome alle principali aree di rilevante interesse naturalistico, incluse per lo più entro i confini del Parco Naturale della Valle del Ticino, collocate in loc. Turbigaccio, Boschi di Castelletto e Lanca di Bernate. Si estende su una superficie di 2.481 ha e ricade all’interno dei Comuni di Lonate Pozzolo, Nosate, Castano Primo, Turbigo, Robecchetto con Induno, Cuggiono, Bernate Ticino e Boffalora sopra Ticino.

    Il sito ha tra i principali fattori di pressione la presenza di numerose infrastrutture (ferrovie, autostrade, elettrodotti e oleodotti) che determinano un notevole disturbo e l’interruzione del corridoio ecologico rappresentato dai boschi del Ticino. All’interno dell’area SIC è evidente il fenomeno del deperimento dei popolamenti e un grave impatto determinato dalla presenza di cinghiali e di specie vegetali esotiche.

    Il piano di gestione ha come obiettivi la conservazione degli habitat, il contenimento della diffusione di alloctone infestanti, l’eliminazione delle specie di fauna alloctona e l’attività di ricerca scientifica. Le principali azioni previste per il raggiungimento di questi obiettivi sono il controllo delle specie esotiche, il ripristino della permeabilità ecologica in presenza delle infrastrutture, le opere di mitigazione dell’effetto delle linee elettriche sull’avifauna, la realizzazione di siepi e filari nelle aree agricole l’ampliamento delle superfici a canneto, il ripristino del potenziale forestale nelle pertinenze degli elettrodotti, il monitoraggio e contenimento del cinghiale e dei relativi danni arrecati agli habitat naturali e la conservazione delle orchidee.

    SIC “Garzaia della Cascina Portalupa”

    Il SIC è localizzato nel territorio comunale di Vigevano, si estende su una piccola area, pari a 5 ha di estensione, e rappresenta un’isola verde, impenetrabile e irraggiungibile dall’uomo per parecchi mesi all’anno, immersa in un contesto di intenso sfruttamento agricolo quale quello della Lomellina risicola.

    Nonostante la limitata estensione, è presente un bosco di ontani ove nidificano tre specie di ardeidi, di cui due citate nell’allegato I della direttiva Uccelli 79/409/CEE, la nitticora (Nycticorax nycticorax) e la garzetta (Egretta garzetta). La terza specie è l’airone cenerino (Ardea cinerea).

    L’estrema fragilità degli habitat, dovuta all’assenza di processi di rinnovamento spontaneo e al progressivo interrimento, potrebbero costituire un serio rischio per le tipologie vegetazionali presenti e, di conseguenza, per la fauna e flora che esse ospitano.

    Gli obiettivi principali del piano di gestione sono il mantenimento in uno stato di conservazione soddisfacente dell’ontaneto, la gestione della risorgiva che lo alimenta, il contenimento delle specie esotiche, un’eventuale ampliamento dell’area boschiva al fine di aumentare la superficie idonea alla nidificazione, interventi mirati di manutenzione e sfalcio di canali e l’incremento della biodiversità nelle risaie.

    SIC “Boschi del Vignolo”

    Il SIC si estende per circa 260 ha ed è localizzato per la maggior parte nel territorio comunale di Garlasco e per un piccolo lembo nel territorio di Zerbolò. L’area è caratterizzata dalla presenza di vegetazione forestale di elevato interesse naturalistico, sia igrofila che mesofila e di habitat idro-igrofili.

    I Boschi del Vignolo rappresentano un ambiente ricco d’acqua, sono disposti infatti in una regione caratterizzata dalla presenza di risorgive, che garantisce una grande disponibilità di acque di buona qualità nel corso di tutto l’anno. Nel territorio del SIC sono presenti numerosi fontanili, espressione dell’intervento antropico nello sfruttamento delle risorgive che nei secoli scorsi ha garantito la presenza di numerose marcite. Si segnala all’interno la presenza di un’Oasi LIPU che dal 1998 si occupa della manutenzione ordinaria e della gestione della attività didattiche. Nel febbraio 2013 è stata rinnovata la convenzione che regola i rapporti fra Lipu e Comune di Garlasco, coinvolgendo direttamente, per la prima volta anche il Parco del Ticino, proprietario di una parte significativa del SIC.

    I fattori di pressione sono rappresentati dalle variazioni degli apporti idrici alle zone umide che caratterizzano quest’area, dalle modifiche delle tecniche di coltivazione del riso, dalla contaminazione chimica e dalla presenza di specie alloctone infestanti.

    Gli obiettivi principali del piano di gestione sono il mantenimento in uno stato di conservazione soddisfacente dell’ontaneto, la gestione delle risorgive, il contenimento delle specie esotiche (Robinia pseudoacacia), il monitoraggio dello stato di conservazione, la conservazione di specie rare e minacciate e la conservazione della biodiversità nelle risaie e nelle marcite.

    SIC “Brughiera del Dosso”

    Il SIC “Brughiera del Dosso” si estende su una superficie di circa 455 ettari in Provincia di Varese nel territorio comunale di Somma Lombardo e Vizzola Ticino ed è quasi interamente situato all’interno del Parco Naturale della valle del Ticino. Il sito è significativo, per l’aspetto forestale, per la presenza della brughiera e di formazioni boscate di transizione nonché, per l’aspetto faunistico, per la presenza di specie di interesse comunitario e numerose specie caratteristiche degli ambienti di pianura. Obiettivi che il Piano persegue sono la conservazione delle specie autoctone e degli habitat che le ospitano, in particolare quelli di interesse comunitario; la tutela delle caratteristiche naturali e paesaggistiche dell’area; la conservazione delle zone naturali, in particolare dei lembi di brughiera ancora presenti; la riqualificazione di impianti forestali artificiali e il contenimento della diffusione di alloctone infestanti; il ripristino della continuità territoriale e la deframmentazione dell’area rispetto ai biotopi naturali circostanti.

    Dal momento che le azioni previste dai Piani di gestione determinano oneri finanziari per gli enti gestori, l’Unione Europea prevede la possibilità di finanziamenti comunitari che costituiscono un sostegno chiave per incrementare la realizzazione delle misure volte al mantenimento in uno stato di conservazione soddisfacente degli habitat e delle specie prioritarie del sito in questione.

    L’orientamento recente della Regione Lombardia va anch’esso nella direzione di sostenere gli Enti gestori attraverso la previsione di misure di finanziamento destinate, in via prioritaria, all’attuazione delle strategie e delle azioni di gestione previste dai Piani di gestione dei Siti Natura 2000.

    Si citano a tal proposito i finanziamenti regionali concessi, ai sensi della L.R. 86/83, per la realizzazione di azioni contemplate dai piani di gestione approvati dei Siti Natura 2000 a cui anche il Parco ha avuto accesso.

    Nel 2009 sono stati realizzati alcuni interventi sul SIC Lago di Comabbio finalizzati alla riqualificazione ed al ripristino delle fasce di canneto e lamineto; al risanamento delle acque del lago, al contrasto della diffusione di specie floristiche e faunistiche esotiche particolarmente invasive.

    Nel 2012 è stato invece finanziato un progetto di conservazione di alcune aree umide del SIC “Paludi di Arsago”, con l’obiettivo di attivare interventi finalizzati alla riproduzione ex situ di alcune specie vegetali (es. Nymphaea alba, Utricularia australis, Juncus bulbosus, Viola palustris, Leucobryum e quattro specie di sfagni) da reimmettere (da reintrodurre) nelle situazioni ritenute idonee.

    A queste forme di finanziamento si aggiungono altre linee alle quali è possibile accedere una volta approvati i Piani di gestione; fra queste si citano i bandi proposti dalle fondazioni bancarie, i progetti LIFE e le misure del Piano di Sviluppo Rurale.